La mia storia inizia 10 anni fa, quando sposo l'uomo che sarebbe diventato il padre della mia bambina che oggi di anni ne ha 6.
Un uomo inizialmente travestito da supereroe e pronto a qualsiasi cosa per me. Io all’epoca sono una ragazzetta fresca di laurea, bella, dicono intelligente (sulla mia intelligenza ho incominciato a nutrire seri dubbi, considerato come sono finita), circondata da buoni amici e con un lavoro brillante agli esordi.
Quando conosco mio marito lui non mi piace tanto, né fisicamente, né a letto dove non abbiamo affinità e neppure per alcuni atteggiamenti che trovo arroganti; tuttavia, i suoi modi di fare mi irretiscono, non riesco ad allontanarmi da lui, continuo ad assecondarlo fin quando non ci vado a convivere e poi lo sposo.
Fino alla nascita di nostra figlia continuo a mantenere il lavoro e una certa autonomia, anche se lui inizia a precludermi molte cose: le uscite con le amiche, le serate tra donne, i viaggi per lavoro, io non riesco a contrastarlo, se lui mi punisce con i silenzi o con altro atteggiamento ostile, io ci sto malissimo. Un paio di volte volano anche degli schiaffi, mi sento in colpa per averlo provocato.
Quando nasce nostra figlia per me è la fine. In maniera dolce mi convince a lasciare il lavoro e ad occuparmi solo della bambina, cerca di allontanarmi dalla mia famiglia d’origine, mi fa piazza pulita con gli amici, incomincia negli anni a dirmi che sono una fallita, che lui mi mantiene, che se non mi avesse preso lui sarei finita sotto i ponti.
Nel 2018 perdo mio fratello in un incidente stradale, l’anno dopo i miei genitori si ammalano entrambi di cancro e in poco meno di due anni non ci sono più. Sono annientata dal dolore, annegata, finita, anche perché penso a tutte le volte in cui ho mentito per non vederli invece di scappare via dal mostro.
Una strana forza però incomincia a farsi strada dentro di me, sono gli anni del Covid, gli anni che per me segnano una svolta, in cui riesco a realizzare che posso tornare a lavorare, che posso lasciarlo. Un amico mi offre una grande opportunità nella sua azienda. Mio marito non vuole che vada, minaccia il divorzio. Io per una volta punto i piedi, prendo mia figlia e mi trasferisco ufficialmente per questioni lavorative.
Rinasco, anzi, rinasciamo. Quando non sono più sotto lo stesso tetto riesco anche a definire la separazione, ci vediamo solo per la bambina, viene a prenderla o la accompagno io ogni 15 giorni. Non è facile non avere paura di lui, ma ci provo con tutta me stessa. È un buon periodo, un lungo periodo in cui credo di essere diventata forte.
In quel frangente conosco Lui, un ragazzo bellissimo, intelligente, all’apparenza sensibile, timido, riservato. E corteggia me, proprio me! nella maniera in cui mi piace, romantica, divertente, mi dice anche che non gli interessa dell’inferno da cui provengo, a lui interesso io. A letto è un dio, fa l’amore come nessuno mai, mi sento finalmente felice, voluta desiderata, accolta.
E invece non so ancora che sono caduta dalla padella alla brace: dietro la maschera di meraviglioso e affascinante bonaccione (chiunque me lo invidia), si nasconde un bugiardo, un tirchio senza misura, uno che non ha neppure cura di se stesso e che incomincia ad approfittarsi in tutto e per tutto di me, che sente probabilmente da subito altre donne, ma che a me giura e spergiura che io sono l’unica che conti.
In pochi mesi mi distrugge, perdo di vista il nuovo lavoro, mi levano il progetto, perdo tutto quanto di nuovo ero riuscita a costruire, vecchie e nuove amicizie, vivo solo per Lui, in funzione sua, in sua attesa, faccio anche fatica a fare la madre.
Una sera mi messaggia, siamo lì che messaggiamo, mi dice che è solo a casa, che gli manco, l’indomani ci dobbiamo vedere, gli ho promesso di aiutarlo a scegliere un nuovo giaccone (magari alla fine glielo pago pure io presa al solito dalla tenerezza di vederlo felice).
L’indomani mattina mi contatta una ragazza, mi spiega che ha rubato il mio numero, che la sera prima era a casa sua, che erano stati a letto insieme e che subito dopo, insospettita dal fatto che si era allontanato a messaggiare, gli aveva sottratto il cellulare di nascosto e aveva scoperto la chat con me e con altre.
Ci incontriamo, mi racconta tutto, mi gira degli screen, delle foto che ha con lui; lei è arrabbiatissima, io sono distrutta.
Lo inchiodiamo, lui nega, mi tempesta, dice che ha sbagliato, che cambierà, che ora ha capito, che se non lo perdono si uccide, mi tempesta senza sosta.
Ci ricasco, quasi rassegnata, in un tira e molla di mesi e mesi, in cui io cerco di allontanarmi e lui non mi molla.
Adesso, per la prima volta, provo ad allontanarmi da lui.
Non ci sono per il momento riuscita in maniera totale e concreta: ma vado avanti a piccoli passi.
Nel disperato tentativo di scegliere ancora una volta ME.

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