1. STU STRUNZ CI E' O CI FA?
Più volte, leggendo in giro per il web, ho trovato frasi che etichettano il fantomatico Narci come “Cattivo”. Anzi, più che Cattivo: il Narcisista di solito assume agli occhi delle vittima sembianze mostruose, ai livelli di stronzo psicolabile e senza coscienza.
Ora, è vero, non è vero, il Narci lo è diventato volente o nolente provenendo da vissuti traumatici che l’hanno fatto diventare tale, dunque ci sarebbe forse da considerare degli attenuanti…
La verità è che la Cattiveria non è un concetto astratto, esiste, è un elemento solido e concreto che non può essere giustificato: perché se veramente finisci in una relazione tossica, disfunzionale e sei la parte debole, il male che può esserti inflitto spesso può distruggerti fino all’annientamento totale.
E non voglio neppure citare i casi maligni, quelli in cui la cattiveria si trasforma in violenza mortale.
Qui voglio limitarmi allo stupore di una situazione “normale”, quella in cui non capisci dove diavolo sei finita (o finito), e ti chiedi come cavolo è possibile che l’elemento di cui ti sei “innamorata” (o per cui provi affetto, sia esso un familiare, un amico, un collega) possa essere talmente subdolo da innescare determinati meccanismi.
Perché, sì, un Narcisista può disancorarti dall’interno, in una spirale senza fine di buio, menzogne, assenze, ritorni, agganci solo per tenerti lì, ma senza un fine ben preciso. Al Narcisista non gliene frega un corno di quello che tu provi, delle ferite che ti ha procurato, del male che ha distribuito intorno a sé. È talmente privo di empatia che ad una certa tu arrivi a dubitare della sua sanità mentale, o della tua: perché uno dei due è matto sicuro.
Ci vuole tanta forza per rimanere ancorati al proprio Io, alla propria immagine; per non soccombere ai sensi di colpa “di non essere all’altezza”.
Se io penso a tutti gli istanti che il mio di Narcisista ha distrutto, mi viene la pelle d’oca. Spirali di ansie e agitazione per messaggi lasciati cadere nel vuoto, per mancate risposte, per sparizioni improvvise, per insinuazioni velate, ingratitudini, invidie ben nascoste ma che si palesavano alla prima occasione. Per poi tornare come nulla fosse, come se il tutto si potesse risolvere con un “che cosa stai facendo”, “dove sei adesso”.
E tutte le volte che ho provato a staccarmi, a risollevarmi, lui era sempre lì, col suo gracchiare cosmico da corvo nocivo; solo per l’istinto di ricreare in me ancora il dubbio, la sensazione che fossi inadeguata, inadatta.
Compleanni, feste, momenti con amici, occasioni uniche di felicità che ho sprecato dietro ai suoi ingranaggi malati: quanto tempo ho dilapidato.
Persino dopo avergli dato il ben servito ed essermi allontanata per quanto le circostanze lo permettessero.
Ebbene, sì, il Narcisista, o in qualsiasi altro modo lo vogliamo chiamare, è votato alla CATTIVITUDINE; è come un istinto naturale che gli appartiene, qualcosa di cui non può fare a meno.
Che sia esso un pallone gonfiato o un piccolo vampiro velenoso camuffato di buonino dei miei stivali, il Narciso, una volta entrato malauguratamente nella tua vita, ti circumnavigherà intorno con la sua ombra nera. E non capirà mai quanto può essere CATTIVO, non capirà che tu sei lì solo perché un vuoto abissale non ti permette di amarti abbastanza e sfancularlo da subito come si deve. Non capirà mai che a sua volta ha una ferita cronicizzata da curare, che sua madre, suo padre, o chi per loro, lo hanno de-umanizzato fino a lasciarlo un essere freddo e distante da qualsiasi autentico sentimento.
Allora, alla prima avvisaglia di CATTIVITUDINE delle persone, toccherebbe fuggire via, darsela a gambe levate, coltivarsi d’amore, innaffiarsi di cose belle e non fermarsi neppure a chiedersi una sola volta: MA STU STRUNZ CI E’ O CI FA?

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