E poi ce la fai.
Arriva il giorno che basta, sei satura, piena della melma che ti ha propinato.
Lui, uno di quei covert indicibili: tirchio, sporco, lercio, neppure attenzione per se stesso, figuriamoci per gli altri.
Eppure, a te, ha continuato a trattenerti oltre ogni raziocinio, oltre ogni possibilità di logica o amor proprio.
Perché te la raccontava, perché ha le altre ma a te non rinuncia, perché è un parassita che si nutre delle energie degli altri, perché è tossico: e le dipendenze si cibano di tossicità.
Poi, però, arriva quel giorno, quello scatto, quel bisogno di sopravvivenza davanti al quale non puoi più retrocedere, prima che la vita finisca, prima che ti tiri giù nella palude insieme a lui.
E LO BLOCCHI.
IL COGLIONE, RIESCI FINALMENTE A BLOCCARLO.
SUL TELEFONO, SUI SOCIAL, SU QUEL MALEDETTO UOZZAPP.
E dopo un primo momento di smarrimento, LA GIOIA PURA DI TORNARE LIBERA.
Non potrà contattarti, non così facilmente.
Non arriveranno messaggi suoi di soppiatto, domande stitiche che non servono a nessuno: come stai, dove sei, cosa fai...
Solo per estorcerti informazioni sulla tua vita e passare avanti. A volte, senza neppure prendersi la briga di proseguire oltre.
MAVAFANGL! Co. del kaiser.
TI HO BLOCCATO.
ORA PENSO A ME
ORA MI LEGGO UN LIBRO
ESCO CON GLI AMICI
PREPARO UNA RICETTA CHE HO RIMANDATO TROPPE VOLTE
ORA BASTA
ORA
HO
DETTO
BASTA
E NO, NON HA PREZZO.
LA GIOIA DI FARLO, CREDETEMI, NON HA PREZZO.

