Piango. Piango per me.
Per la sofferenza che ho passato, per come sono stata trattata, per le briciole d’affetto di cui mi sono a stento nutrita, per le gocce di amore putrido che mi hanno instillato.
Piango perché ci sono giorni in cui sento di non avere più forze, per quando ero piccola e ogni parola era uno schiaffo, un pugno, un rimprovero.
Piango perché chi doveva amarmi mi ha insegnato che io l’amore non lo meritavo, che dovevo abbozzare alle brutture senza ribellarmi.
Piango per gli uomini sbagliati, per la mia ricerca assidua di un affetto sano.
Piango per la mattina in cui l’ennesima amante mi ha contattata e ha avuto più dignità lei ad urlare come una folle per essere stata ingannata una notte, che io ad essere stata raggirata per un tempo lunghissimo.
Piango perché non capisco come si possa essere così anestetizzati agli altri da mentire con tanta leggerezza, perché non capisco come il marcio cerchi il marcio, e ci si incastri in un circuito infinito di buio e dolore.
Intanto la vita passa.
E la vita è troppo preziosa per passare così.

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