L’illusione mentale peggiore in cui può capitare di cadere quando si finisce nella rete manipolativa di un narcimalato, o come lo vogliamo chiamare, è quella di pensare erroneamente che Lui sarà diverso con la prossima malcapitata.
Non è così!
Non è assolutamente così.
Sarebbe così se Lui non fosse il vermicello privo di empatia e assolutamente anestetizzato a qualsiasi forma di sentimento e reazione emotiva che ha abbondantemente passeggiato e distrutto il pascolo della tua esistenza cibandosi dell’erbetta, dei frutti e di quanto di buono ha potuto trovare per poi spostarsi altrove - perché, si sa, il verme è tendenzialmente alla ricerca di habitat nuovi da contaminare.
Ma sempre verme resta, però.
Non è che spostandosi di prato, si trasforma in un fantastico esemplare di principe d’altri tempi capace di gesti eroici, onestà e trasporto verso il prossimo.
Nè manco è un bruco destinato a diventare farfalla o una forma aliena che alla fine esploderà in un'essenza più vicina a un miciobau capace comunque di esprimere affetto e devozione.
No!
Quando abbiamo la sfortuna o il cattivo destino o le caratteristiche che attraggono il narciverme nella nostra vita, quello rimane: un deserto di niente, egoico fino al paradossale, fintamente o vistosamente invidioso, avaro di tutto e soprattutto di sentimenti, oppure fintamente generoso solo per una sua esigenza di agganciare e attirare l’attenzione.
Non è che adesca un’altra e - PUFF! - cambia in altro: è sempre una maledizione di vita, sempre un tormento che sfocerà dopo le solite programmate battute.
Insomma, un verme rimane verme anche nel praticello accanto: NON DIMENTICHIAMELO MAI.
E' solo una questione di tempo.

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